martedì, ottobre 10, 2006

Lauta ironia

Si ma qui non c'è versi, bisogna avere più lauta ironia, o come direbbero i miei compari di chat, l'auto ironia. Ah si, forse mi son confuso, ci vuole l'auto ironia. Perché davvero, sennò ci s'incazza troppo. E allora gna ridere. Gna divertissi con gli amici. Gna riconquistarsi la propria vita a suon di puttanate dalle fatiche del lavoro, degli studi, dei cagacazzo in generale.

E io alla facciazza di tutti domani me ne vo in moto e godo. Si perché quando accelleri, poi scali, scali e butti giù godi. Poi ti rialzi e riparti verso la vetta, col vento davanti e via ributti giù alla curva dopo. Si ragazzi, molti di voi non mi capiranno, ma altrettanti si. Anda' in moto l'è proprio una goduria!

Oggi m'è presa così.

3 commenti:

Mau ha detto...

Ah ah, le risa.
Comunque la nonim'a reti no secondo me è il Paolo o anche Marco.

Raffa ha detto...

Eh, anda' immot'immontagna propio mi manca...

Panny ha detto...

A stare dietro non sempre è così meraviglioso come hai descritto, diciamo che ci si caga anche un po' addosso. Ma detta così... beh, fai venire voglia anche a me di guidarla, la moto, oltre che subirla! Cmq è un po' come andare a cavallo a galoppo... solo che lì non hai la facoltà di scalare prima della curva... diciamo che il più delle volte speri che l'equino non sia miope e se vada a diritto!